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CAMPANE IN VIAGGIO

Campane in viaggio nasce nel 2018 dall’idea di Giuseppe Carlini, ricercatore di vibrazioni e risonanze.

“Un giorno mentre sognavo ad occhi aperti, ho immaginato di prendere il mio zaino, riempirlo di suoni e vibrazioni e portarle con me, in giro per i meravigliosi luoghi della Tuscia Viterbese, con l’intento di far connettere le persone al luogo visitato attraverso il suono e le vibrazioni Ancestrali.

Gli strumenti che porto con me ad ogni esperienza, sono il didgeridoo, le Campane Tibetane

Strumenti che custodiscono antiche memorie e racconti che appartengono ad altre dimensioni o ad altri tempi e hanno il potere di trasportare le persone in uno stato di benessere profondo, riportando ad una sana vibrazione tutte le cellule e i liquidi del nostro corpo. Il tutto, associato all’energia degli antichi siti archeologici e alla vasta natura dalla quale sono circondati, si crea un esperienza unica e profonda che accarezza l’anima in ogni sua parte.”

campane-in-viaggio

Il bagno di suoni con le Campane Tibetane

Nel bagno di suoni i partecipanti sono invitati a sdraiarsi comodamente a terra al fine di ricevere le vibrazioni delle ciotole nel modo più confortevole possibile, abbandonando ogni tensione fisica e mentale.

L’esperienza, della durata di circa un ora, viene introdotta da una breve presentazione in cui sono illustrate le molteplici proprietà terapeutiche del suono e delle campane in particolare.

Il principale e più comune effetto del bagno sonoro è quello di portare rapidamente le persone in uno stato di profondo rilassamento; ciò è dovuto al fatto che le vibrazioni delle ciotole sono in grado di abbassare la frequenza delle onde cerebrali emesse dal cervello fino al livello alfa, tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento. L’esposizione alle frequenze delle campane, soprattutto se ripetuta con una certa continuità nel tempo, è in grado di riportare benessere nel sistema corpo-mente in virtù delle naturale proprietà armonizzanti del suono.

Bagno di suoni lungo la Via Francigena – Capranica (Viterbo)
Bagno di suoni – Tibet Festival 2019 (Roma)

Il massaggio Sonoro individuale

Nel massaggio individuale diverse campane vengono adagiate sul corpo, comodamente disteso e vestito, della persona e quindi fatte suonare. I suoni e le vibrazioni fluiscono dolcemente nel corpo e portano ad uno stato di profondo rilassamento. Già dopo poche sedute ci si sente più rilassati anche nella vita quotidiana, aumenta la calma interiore e la concetrazione. Inoltre si genera la base per lo sviluppo di forze autodifensive.

Il Massaggio Sonoro è indicato per:

Migliorare la percezione del proprio corpo – Abbassare i livelli di stress
– Creare profondi stati meditativi

Benefici
– Consente di eliminare progressivamente stati ansiosi e di angoscia
– Migliorare la respirazione e la concetrazione

– Combattere i più comuni disturbi del sonno – Equilibrare i centri energetici (Chakra)
– Rilassare ed equilibrare la carica psicofisica –

Miglioramento della circolazione sanguinia – Sollievo dal dolore
– Rinforzo del sistema immunitario

Massaggio Sonoro individuale
Massaggio sonoro Individuale

DIDGERIDOO

Il Didgeridoo è uno strumento musicale originario dei territori del Nord dell’Australia, ed è lo strumento sacro degli aborigeni australiani . Si pensa abbia circa 2.000 anni, visto che esistono dei graffiti di tale età che lo raffigurano, ma potrebbe essere anche più antico. I didgeridoo tradizionali sono in eucalipto decorati con motivi totemici aborigeni, anche se oggi si trovamo strumenti di diversi materiali: dal teak alla plastica e dal metallo alla ceramica.

Il nome “didgeridoo” è un’interpretazione onomatopeica data dai colonizzatori inglesi che, sbarcati sul nuovo continente, sentirono il suono ritmato “did-ge-ridoo” provenire da dei rami di eucalipto cavi suonati dagli aborigeni. Lo strumento è originario dell’Arnhem Land e viene chiamato in almeno cinquanta modi diversi a seconda del luogo e delle etnie: da djalupu, djubini, ganbag, gamalag, maluk, a yidaki, yirago, yiraki, yigi yigi. Continua a leggere

Fonte del testo: www.didgeridoo.it scritto da  Ilario Vannucchi

Nell’Odeion della Gipsoteca Dell’Università La Sapienza di Roma, in occasione delle riprese per la mostra virtuale “AB-ORIGENE, terra 2021, Giuseppe Carlini suona il Didgeridoo
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